Scuotere le coscienze, catturare lo sguardo, infilarsi nella nostra quotidianità, usarne il linguaggio e farci riflettere. Di cosa parliamo? Di pubblicità sociale e della nuova campagna contro la pena di morte per lapidazione promossa dall’organizzazione non governativa International Society for Human Rights e realizzata dalla Leo Burnett di Francoforte.
La pena di morte per lapidazione è senza dubbio una delle pratiche più crudeli e feroci che l’uomo abbia inventato e che continui a praticare.
Il messaggio della campagna è semplice e diretto “Questo è il numero di pietre che sono state necessarie per uccidere Zhaleg”.

Poche e semplici parole che riescono ad evocare l’agonia, la determinazione ad uccidere, la lucidità disumana di chi applica la pena di morte.
Niente retorica, niente immagini drammatiche o patetiche. Solo un’area da riempire. Questa immagine riesce a colpire profondamente perché utilizza qualcosa che a noi è familiare: i mattoni di un muro, simbolo di casa e protezione che diventano simbolo di morte.
Agenzia: Leo Burnett, Germania
Direttori creativi: Peter Buck, Udo Leichauer
Executive Creative Director: Kerrin Nausch
Chief Creative Officer: Andreas Pauli
Art Director: Sergio Bernardo, Albert Schlierbach
Copywriter: Leonardo Assad

